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DENIM DAY ITALY: Nuvolari dice stop alla violenza sulle donne insieme a Guess

Il jeans è uno dei capi d’abbigliamento che, più di tutti, vanta una lunga storia iniziata nel 1873 negli Stati Uniti, con la nascita del primo modello di pantaloni utilizzati come parte integrante delle divise da lavoro.

Da allora in poi, il jeans è diventato il narratore delle rivoluzioni, dei cambiamenti epocali e generazionali di tutto il mondo, trasformandosi in un simbolo di lotta e di emancipazione, soprattutto quella femminile.

We Can Do It! è la scritta che compare sul famoso poster di propaganda militare, disegnato nel 1943 dall’artista J. Howard Miller: l’eroina in denim è diventata l’icona nazionale di milioni di donne americane che, durante la seconda guerra mondiale, sostituirono la forza lavoro maschile nelle fabbriche di forniture militari mentre negli anni ’80, l’immagine fu utilizzata dal movimento femminista nella lotta contro la discriminazione di genere.

In questi giorni, il jeans torna ad essere al fianco delle donne per denunciare la violenza e l’abuso di cui sono sempre più spesso vittime, attraverso una campagna di sensibilizzazione internazionale: il DENIM DAY.

Diciotto anni fa, l’associazione no-profit americana PEACE OVER VIOLENCE ha promosso questa giornata come reazione di protesta alla sentenza della Corte di Cassazione italiana che, nel novembre del 1998, annullò una condanna per stupro nei confronti di una giovane vittima, giudicata consenziente dai magistrati, per il solo motivo che indossava un paio di jeans, impossibili da sfilare senza la volontà della ragazza.

Questa campagna ha coinvolto numerose associazioni femminili e brand di moda molto noti come GUESS che, per la seconda volta, ha organizzato il DENIM DAY in Italia, invitando tutte le donne ad indossare un paio di jeans il 27 maggio per sostenere questa causa importante.

Noi di Nuvolari abbiamo partecipato alla serata organizzata a Roma dalla GUESS FOUNDATION EUROPE perché crediamo fortemente in questo progetto, come in molti altri, che mira alla prevenzione della violenza di genere, alla tolleranza e al rispetto di ogni essere umano.

Il principio di pari opportunità di diritto è stato ribadito anche nel corso della manifestazione organizzata a Roma dalla Regione Lazio e dall’associazione Wall of Dolls di Roma che hanno dato vita ad un’installazione permanente in centro a Roma a difesa delle donne: un muro ricoperto di bambole, ognuna delle quali rappresenta le vittime di femminicidio, quelle scomparse e quelle sopravvissute, che hanno avuto il coraggio di rompere la solitudine e il silenzio, denunciando i soprusi subiti.

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